Sito per una startup B2B alla prima raccolta
Una pagina che deve reggere lo sguardo di un investitore e di un primo cliente nello stesso pomeriggio, senza mentire a nessuno dei due.
Smetti di perdere richieste fra mail, chat e telefono
Le raccogli in una coda sola, e sai sempre quali hai già risposto.
Questi non cambiano
- Chi lo usa
- Team di 5–20 persone
- Il problema
- Le richieste arrivano su quattro canali diversi
- Cosa fa
- Le raccoglie in una coda sola
Cosa ho scelto, e cosa è costato
Ogni riga qui sotto si vede nel pezzo sopra: la lettera dice dove guardare.
- Richiamo A
Nessuna interfaccia inventata
Lasciato: Lo screenshot di un prodotto che non esiste ancora
- Richiamo B
Un pubblico alla volta, sullo stesso contenuto
Lasciato: Due pagine separate che si contraddicono a vicenda
La situazione
Una startup early-stage arriva al sito con una scadenza addosso: un demo day, un giro di conversazioni, una lista di contatti a freddo da mandare lunedì. Il prodotto esiste ma è ancora in movimento, i clienti sono due o tre e nessuno di loro vuole essere nominato.
È il caso in cui la tentazione di gonfiare è più forte: loghi di aziende che hanno solo fatto una chiamata, metriche scelte con cura, un “trusted by” che non regge una domanda.
Cosa deve fare il sito
Spiegare in una riga cosa fa il prodotto e per chi, e rendere ovvio il passo successivo. Due pubblici leggono la stessa pagina con criteri diversi — l’investitore cerca la tesi, il primo cliente cerca il problema che riconosce — e la pagina deve servirli entrambi senza diventare due pagine sovrapposte.
L’approccio
La tesi sta in alto in linguaggio da cliente, non da pitch deck: se il primo cliente capisce, l’investitore capisce.
Ma i due non leggono la stessa riga allo stesso modo, e scrivere per entrambi insieme produce una pagina che non convince nessuno. Invece di due pagine separate, destinate a contraddirsi, la pagina cambia inquadratura mentre i fatti sotto restano gli stessi: chi guarda sceglie da che parte la sta leggendo, e vede che i fatti non si muovono.
Non serve inventare l’interfaccia di un prodotto che non esiste ancora: è il meccanismo a fare la dimostrazione. Ciò che non è reale viene etichettato come esempio, e nulla di più.
Il sito è statico e rigenerato a ogni modifica, perché in questa fase il contenuto cambia ogni settimana e il costo di una modifica deve essere vicino allo zero. Le prestazioni non sono un vezzo: una buona parte del traffico arriva da link inviati a mano e aperti da telefono, una volta sola, con poca pazienza.
Nota
Progetto concept, costruito per mostrare l’approccio. Non è un lavoro commissionato e non rappresenta un’azienda reale.
Il tuo caso somiglia a questo?
Scrivimi cosa fa la tua attività. Se una di queste scelte non va bene per te, te lo dico prima di cominciare.